Archives mensuelles : janvier 2019

L’influenza del latino, i caratteri dell’italiano

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cous-imgTra le lingue romanze, l’italiano è la lingua rimasta per vari aspetti quella più vicina al latino volgare e anche la lingua che ha avuto più contatto col latino classico, da cui ha ripreso moltissime parole ma anche alcune strutture morfosintattiche.

Un esempio sul piano morfologico è la formazione del superlativo col suffisso – issimo aggiunto alla base dell’aggettivo (bello-bellissimo). Questo esempio costituisce una ripresa dotta del latino (limitata solo al superlativo assoluto), alternativa alle espressioni : bello bello o all’anteposizione all’aggettivo di avrei avverbi (molto, tanto, assai) che costituisce il tipo di matrice popolare, l’unico possibile in altre lingue romanze.

Tratto da l’italiano contemporaneo di Paolo Achille

Il Tipo Linguistico Italiano

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A tutti i livelli dell’analisi linguistica, dalla fonetica alla fonologia, dalla morfologia alla sintassi, al lessico … l’italiano presenta alcune caratteristiche proprie, che consentono di individuarlo rispetto alle altre lingue romanze e non romanze, e che nel loro complesso costituiscono il « tipo linguistico italiano ».

Tra le caratteristiche principali, segnaliamo brevemente :

– l’importanza delle vocali nella struttura sillabica italiana e, in particolare, la pressoché generale terminazione delle parole in vocale;

– la libertà di posizione dell’accento tonico e al tempo stesso la frequenza delle parole accentate sulla penultima sillaba.

– la possibilità di esprimere i concetti di grandezza, piccolezza, ecc. attraverso il meccanismo dell’alterazione, aggiungendo cioè a nomi (e aggettivi) suffissi diminutivi, vezzeggiativi, accrescitivi, ecc., come –ino/-a,-etto/-a, -one/-a, ecc. 

– la formazione delle parole anche attraverso la composizione di nome+aggettivo (cassaforte) nome +nome (cassapanca) e verbo+nome (cavatappi).

– la non obbligatoria espressione del prenome personale (mangio e non necessariamente io mangio)

– la relative libertà dell’ordine delle parole all’interno della frase (Giovanni ha parlato oppure Ha parlato Giovanni).

 

Tratto da L’italiano contemporaneo di Paolo Achille